Presepe vivente

Folklore e religiosità

Spettacolo e tradizione: oltre trecento figuranti in costume consentono il perpetrarsi del sacro fascino della Notte Santa.

Nell'imminenza del Santo Natale, le notti del 23 e 24 dicembre, Dogliani mette in scena il Presepe vivente, una suggestiva rappresentazione di attori non professionisti che si è guadagnata ormai da anni una grande notorietà.

La vasta partecipazione del pubblico è sicuramente il giusto compenso all'impegno totale che i circa 350 figuranti in costume profondono nel ricreare con precisione gli ambienti, gli arredi e le merci, la foggia degli abiti di quel tempo, l'uso degli attrezzi, le situazioni, i dialoghi e i comportamenti della Betlemme della Notte Sacra.

Tutto è ricostruito con la massima attenzione, con il solo scopo di ricreare nell'ambientazione il fascino genuino e la componenente spirituale della Notte.

Certamente uno dei maggiori in Italia, forte della partecipazione della quasi totalità degli abitanti del borgo, questo Presepe vivente deve la sua suggestione alla perfetta ricostruzione di scena tra i vicoli medioevali di Dogliani Castello, il borgo alto della città.

Non si vedono vetrine illuminate o insegne al neon, nè si sentono fastidiose musichette natalizie filodiffuse.

Nelle notti del 23 e del 24 dicembre, Dogliani regala l'ultimo importante appuntamento dell'anno.

Circa 350 figuranti in costume ripropongono ogni anno il Presepe vivente nel suggestivo borgo Castello, consentendo il perpetrarsi della magia sacra di una Notte di oltre duemila anni fa, in un'ambientazione che ricrea ad ogni edizione il fascino genuino e la componente spirituale della festa.

I vicoli della contrada brillano della luce di torce e falò. Il contadino contratta con il mercante. Il nobile acquista tessuti pregiati. Il vasaio, il falegname, il cestaio, ... lavorano usando antichi strumenti. Il fabbro picchia senza sosta con il suo martello.

Le botteghe, le locande, le stalle, le case di poveri pescatori e quelle dei ricchi signori si animano. Si sforna il pane e si offre vino nelle osterie, mentre, tra il fervore del borgo e l'indifferenza inospitale della gente di Betlemme, una coppia di viandanti, la Madonna e San Giuseppe, cammina per le vie del paese alla ricerca di un riparo per la notte.

Nella mangiatoia di una povera capanna, riscaldato dal bue e dall'asinello, riposa un dolce bambino.

E così, passeggiando tra le antiche botteghe, alla luce delle torce, si incontrano pastori, soldati a cavallo o semplici artigiani. E avvicinandosi alle botteghe, è possibile scoprire gli antichi mestieri e le antiche tradizioni.

L'ingresso è gratuito, ad offerta libera.